Il sole nero

La mia bambina ha disegnato un sole nero di carbone
Appena circondato di qualche raggio arancione.
Ho mostrato il disegno ad un dottore.
Ha scosso la testa, ha detto: ”La poverina, sospetto,
E’ tormentata da un triste pensiero che le fa vedere tutto nero
Nel caso migliore è un difetto di vista: la porti da un oculista”
Così il medico disse ed io morivo di paura.
Ma poi guardando meglio, sotto al foglio, vidi che c’era scritto,
in piccolo “l’eclisse”.

(G.Rodari)

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Il sole nero

Day 6

Blasfemissime ostie nel cellophane:

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Oggi ho imparato i comandamenti sul set:
– non nastrare i cavi d’altri
– non sederti sulle case degli altri
– non insultare con lo sguardo ed il pensiero la costumista
– non stare sul set finché non te lo dice il microfonista
– non soffrire il freddo e se ti vogliono morta sconfitta da uno sbalzo di corrente copriti col giubbino invernale.

Soluzione geniale del giorno:

– Dove lo piazzo il microfono secondo te? Lo scotch non posso attaccarlo alle pagine del leggio.
– Ti dò un filo di nylon.
– No si vede. Ci vuole un mollone qualcosa che si attacca.
– Idea!! Un cucciolo di cardellino!!

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Cazzata del giorno: ho passato la notte sull’autobus passando 4 volte per Porta Susa, seguendo le indicazioni di un autista stronzo che mi ha mandata per due volte da un capo all’altro della città, prima a nord poi a sud, e smadonnando in mezzo alla strada deserta. Non ho sentito il concerto. Ah, nel frattempo mi ero scordata a casa l’ombrello e avevo perso due biglietti dell’autobus appena comprati.

Bellezza del giorno:

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Day 6